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 La
Città di Schio, da sempre ricca di cultura e forte nelle tradizioni locali,
vanta di un record storico in campo aeronautico, oggi a molti ancora
sconosciuto.
Pochissimi sanno che a Schio, tra il 1902 e il 1911, furono costruiti ben 3
dirigibili, straordinari mezzi aerei che diedero un’ importantissimo contributo
all’aeronautica pionieristica di allora.
Stiamo parlando di un periodo la cui la presenza di aeroplani in Italia era
praticamente inesistente.
I due pionieri scledensi che si distinsero in tale impresa furono il Conte
Almerico da Schio che realizzò il Primo dirigibile Italiano, l’ “ITALIA” (1905),
ed il Commendatore Nico Piccoli che realizzò i dirigibili “AUSONIA” (1910) e
“AUSONIA BIS” (1911) .
A fronte di questo record storico e spinto da un’immensa passione per “ Il più
leggero dell’aria”, Gianluigi Zarantonello, con il supporto di un piccolo gruppo
di amici, a maggio di quest’anno ha fondato l’associazione AIRSHIP SCHIO –
Dirigibili nella Storia. L’associazione AIRSHIP SCHIO ha, come scopo, il diffondere la storia aerostatica
dei dirigibili, non solo nelle fortunate vicende dei due pionieri scledensi, ma
spaziando a trecentosessanta gradi su tutto ciò che fu fatto, pensato e
realizzato in ambito nazionale e mondiale.
Non solo; promuovere recensioni, iniziative sul tema e la moderna aerostatica
sono altri scopi che l’associazione si impone .
Già per il prossimo 2010, a Schio si presenta un’ importantissima ricorrenza, i
cento anni della costruzione dei due dirigibili “AUSONIA” di Nico Piccoli.
Ricorrenza molto importante che il Comune di Schio intende festeggiare con vari
avvenimenti nella tarda primavera del prossimo anno. Al momento date e programmi
non sono definiti.
Ma chi era Nico Piccoli ?
Nico Piccoli, pioniere dell’aeronautica, nacque a Schio il 5 marzo del 1882. Di
famiglia nobile, ebbe la fortuna di vivere in un’epoca in cui le scoperte in
campo aeronautico e automobilistico cominciavano a dare i primi concreti
risultati all’umanità.
Spinto da una forte passione per i motori, a vent’anni partecipava a gare in
auto valide per il “Campionato Internazionale Automobilistico”; nel 1903 ottenne
prestigiosi piazzamenti in circuiti nazionali ed internazionali. Correva con una
Gaggenau e, qualche anno dopo con una S.P.A. che, di tanto in tanto, sfrecciando
per la strade polverose di Schio, faceva ben notare.
Legato da profonda amicizia al Conte Almerico Da Schio, nel 1905 fu testimone
oculare delle prime ascensioni del dirigibile “ITALIA”, rimanendo talmente
affascinato al punto tale di farne una passione che lo segnò per tutto il resto
della sua vita. Nel 1907 consegue il “Brevetto di Pilota per Aerostato”, ed
inizia a volare con palloni di sua costruzione.
Nel 1909, Nico Piccoli fornì ad Almerico Da Schio un nuovo motore per il
dirigibile “ITALIA” , uno S.P.A. da 35 cavalli, e a bordo dello stesso compie un
volo nell’aprile dello stesso anno.
Entusiasta per le esperienze aeronautiche avute, decise la costruzione di un
proprio dirigibile. Nella campagna circostante alla sua villa di Magrè, a Schio,
costruì un aeroscalo con un grande hangar in legno ed in questa sede realizzò il
suo primo dirigibile: l’ “AUSONIA”.
Il dirigibile, il primo in Italia ad essere costruito con tutto materiale
nazionale, fu pronto per i voli ufficiali nella primavera del 1910. Smontato a
pezzi e rimontato in un hangar a Mantova, fu interamente distrutto da un
violento temporale nella notte del 10 giugno 1910 senza compiere alcun volo
ufficiale.
Nico Piccoli, di fronte a tale disastro, non si lasciò scoraggiare e, ritornato
nuovamente a Magrè, in soli sette mesi realizzò il suo secondo e più fortunato
dirigibile: l’ “AUSONIA BIS”.
Questo nuovo dirigibile, come il suo predecessore era interamente costruito con
materiali nazionali e alloggiava un motore S.P.A. quattro cilindri da 35 CV.
Smontato a pezzi e rimontato nell’aeroscalo militare di Boscomantico (Verona),
il dirigibile, con ai comandi Nico Piccoli, tra il 18 ed il 30 gennaio 1911,
compì un memorabile raid aereo, sorvolando le città di Verona, Mantova, Brescia
ed il lago di Garda, spesso incontrando condizioni climatiche proibitive. Il
raid fu un grande successo che lo rese famoso.
Al termine di queste prime e fortunate esperienze di volo come molti pionieri
dell’epoca non ottenne appoggi governativi e l’industria era ancora poco
convinta sulle possibilità che poteva dare la neonata aeronautica. Nel maggio
del 1911 l’ “AUSONIA BIS” fu venduto e della sorte di questo straordinario
dirigibile non si seppe più nulla.
Successivamente Nico Piccoli riprese i voli in pallone, nel 1912, con il pallone
“Libia” di sua costruzione si aggiudicò una gara di distanza da Padova al Lago
Balaton in Ungheria.
Nello stesso anno, a Stoccarda, partecipava alla “Coppa Aeronautica Gordon
Bennett”, prestigiosa competizione aeronautica riservata a palloni aerostatici e
ancora oggi in vigore.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Nico Piccoli, arruolato come ufficiale
del Regio Esercito fu affidato ai cantieri militari per dirigibili. Nel 1917,
ottenuto il brevetto di “Comandante di Dirigibile Militare” partecipò a numerose
missioni sul Mar Tirreno, successivamente ricevette encomi e decorazioni.
A guerra finita, pur rimanendo sempre in ambiente aeronautico, si allontanò
dalla sua Schio stabilendosi a Verona. Fu tra i fondatori dell’ “Aeroclub di
Verona”, organizzò molte gare e manifestazioni aeree, fu il primo presidente
dell’aeroclub rimanendo in carica fino al 1931.
Il commendatore Nico Piccoli, tra i più grandi pionieri dell’aeronautica
italiana, si spense il 31 marzo 1967 all’età di 85 anni.
Schio, sua città natale, a lui grata e culla del dirigibilismo italiano, da
sempre ne ospita le sue spoglie.
Solo accennando su queste poche righe, ci si rende conto di quanto importante e
ricca sia la storia dei dirigibili e di chi li costruirono. Storie affascinanti,
di eroiche sfide e conquiste, oggi per lo più sconosciute che l’associazione
AIRSHIP SCHIO intende far conoscere.
Presidente Associazione AIRSHIP SCHIO
Gianluigi Zarantonello |